"Tra pubblicitĂ e produzione culturale, si parla ormai di simbiosi. Si sottolinea il ruolo determinante che la pubblicitĂ avrebbe progressivamente assunto come motore economico di sviluppo, strumento di orientamento e di segmentazione dei pubblici e infine vero e proprio tessuto connettivo del sistema dell'Industria Culturale, dove tra l'altro contribuisce a collegare trasversalmente i differenti media" (Isabella Pezzini. Trailer, spot, clip, siti banner. Ed. Meltemi)
Comunicando:
Nasce come progetto di studio della comunicazione multimediale interattiva e telematica.E' un contenitore nel quale è possibile comunicare, informare e rendere partecipi altri interlocutori,in modo tale da incuriosire e coinvolgere al dialogo e allo scambio di opinioni.
Grafica:
La grafica bicromatica nero e bianco favorisce una lettura piĂą immediata.
L’immagine di sfondo al titolo è ispirata alla grafica anni sessanta.Periodo del boom economico in cui la pubblicità veniva considerata come un ambito testuale assai specifico.
Impaginazione blog: lineare, pulito, confortevole, allo stesso tempo allegro e divertente, in modo tale da fondere il gusto e lo stile anni ’60 alle caratteristiche del mercato pubblicitario.
postato da paintme alle ore 18:40 sabato, 12 maggio 2007
Salve ragazzi, sono appena tornata da roma e sono andata a vedere finalmente il tanto atteso progetto di Meier all'Ara Pacis...
a me piace molto... Tanti dicono che non è un progetto che si adatta all'ambiente urbano circostante..
Voi l'avete visto?? Cosa ne pensate?
Secondo me non è affatto pesante e nanche un "cazzotto agli occhi" come dicono tutti.
E' leggero, trasparente... è indubbiamente un edificio moderno!
Travertino e immense vetrate, esiste veramente un "rapporto tra spazio aperto e spazio chiuso, risolto con la trasparenza che consente il passaggio della luce all’interno degli edifici".
Vorrei riportarvi qui un pezzo dell'intervista fatta a Meier in cui si capisce il suo "scopo"
«Sono stato molto attento a creare un rapporto tra vecchio e nuovo, tra opera e contesto. Tra gli elementi naturali, come la luce, i colori, gli alberi, e ciò che invece è fatto dall’uomo. L’architettura è statica ma deve riflettere le dinamiche naturali, i cambiamenti della luce e dei colori durante il giorno, nel corso delle stagioni: questo vuole esprimere l’edificio, pensato per accompagnare via via, in una sequenza di luce diversa, il visitatore ad ammirare l’Ara di Augusto».
*Come definirebbe la peculiarità del centro della capitale? «Questo dell'Ara Pacis è il primo vero cambiamento nel cuore di Roma dall'epoca fascista. Si trattava di aggiungere un nuovo spazio pubblico a una città che ne ha già tanti. C'era bisogno di far interagire la struttura con il Tevere, con le chiese barocche, con l'ambiente circostante. Secondo me ci siamo riusciti, sia pure con un po' di ritardo, e ne sono estremamente lieto».
* Lei ha uno stile architettonico inconfondibile. Questo suo museo romano cos’ha di particolare rispetto alle altre sue opere? «In tutti i miei lavori esiste un rapporto tra spazio aperto e spazio chiuso, risolto con la trasparenza che consente il passaggio della luce all’interno degli edifici. In questo caso, mi sono impegnato a rispettare in modo particolare il valore dell’Altare avvolgendolo in una aura luminosa appropriata. Inoltre, ho voluto accompagnare la "passeggiata" del visitatore verso l’Ara con un’intensità di luce diversa».
postato da paintme alle ore 20:40 mercoledì, 24 maggio 2006
"L'orgoglio del marchio Mercedes passa attraverso il museo. Ci sono voluti sette anni, dall'inizio della realizzazione del progetto, la successiva individuazione del sito e il concorso internazionale di architettura, per realizzare il nuovo museo Mercedes-Benz. Si tratta di un'opera imponente, innovativa che sorge a ridosso del quartier generale del marchio di Stoccarda ed è collegata, attraverso il "passage", un tunnel sotterraneo con negozi, bar e ristoranti, al "centre", immenso show-room dove sono esposti tutti i modelli della casa."